Insegnare arti marziali è un compito difficile, spossante e, per certi versi, ingrato. In questo articolo ti darò alcune indicazioni su cosa serva per essere insegnare arti marziali, senza fare danni in giro… e già che ci siamo, senza rendersi ridicoli.

la-vita-e-come-una-lezione-di-krav-magaSolo gli idioti affrontano l’impegno a cuor leggero, dotati della calma olimpica di una cintura nera o di un “corso istruttori” con relativo attestato. L’assunto che spinge queste persone a fare  il grande passo può essere tranquillamente riassunto nella frase: “Tanto che ci vuole?”

Se sei di questa linea di pensiero mi chiedo davvero cosa stavi cercando per essere finito sul mio articolo. Non te le faccio una colpa comunque e guarda quanto sono generoso, ti offro anche un link che sono sicuro incontrerà il tuo favore: Ameri-Do-Te

Le 3 qualità che caratterizzano un buon insegnante di arti marziali.

La tecnica la apprendi, il modo di insegnarla lo sviluppi in parte studiando, in parte applicando la teoria mentre insegni. Ideale sarebbe avere un tutor che ti guidi all’inizio ma non sempre questo è possibile. Quello che invece è importante sviluppare prima di tutto sono le qualità che sono indispensabili per chi assume il ruolo di Maestro / Istruttore.

  1. Reale desiderio di condivisione:

    Andiamo sul facile ma per nulla sullo scontato. Esistono una miriade di maestri che vedono i propri allievi unicamente come una fonte di guadagno. Tutto ciò che fanno, insegnano e dicono è mirato a tenerli il più possibile e e mungerli per bene. Nessun interesse per la loro reale crescita. Non parliamone poi se questa crescita dovesse significare che vanno in qualche altra scuola. Molto triste e molto inutile alla lunga. Qualche volta, ancora più triste, alla lunghissima.

  2. Capacità di ascolto e immedesimazione: 

    Guidare un allievo significa saper capire le sue difficoltà. Troppi maestri dimenticano, nel vero senso del termine, cosa è stato essere allievi. Per questo non si sforzano di ascoltare le difficoltà dei loro studenti su cose che ritengono ovvie. Anche per questo non è male che periodicamente si vesta di nuovo la cintura bianca. Se non sei in grado di essere d’aiuto nelle difficoltà per un allievo, mi spieghi a che servi? In cosa sei diverso da un DVD?

  3. Grande tolleranza e tolleranza zero:

    Una palestra richiama persone di diverso tipo, a volte anche diversissimo. Esistono molti maestri che impongono la propria visione come un marchio sui propri allievi. Tolleranza significa lasciare le persone, pur all’interno di una struttura definita dalla disciplina, la libertà di esprimersi. Questo aspetto creativo è forse una delle espressioni migliori delle arti marziali e degli sport da combattimento. Allo stesso tempo occorre avere tolleranza zero verso atteggiamenti che sono velenosi per un gruppo: La presunzione, l’Ego, la prevaricazione, il servilismo, la mancanza di rispetto (su tutti i livelli) sono atteggiamenti che non trovano luogo.

Hai la stoffa per insegnare arti marziali?

I tre punti che hai appena letto riassumono tutta una serie di qualità più ampie. L’argomento è complesso ma a spaccare il capello in quattro ci sarebbe da scrivere un poema in 12 volumi. Anche no, grazie. Se hai tutti e tre le qualità che ti ho elencato, complimenti, hai le carte in regola per insegnare arti marziali, giocatele bene.

Se hai solo due delle qualità elencate lavora su quella che ti manca. Spesso si tratta solo di capire perché non l’hai sviluppata. Molto spesso è semplicemente perché non te ne è stata spiegata l’importanza.

Se ne hai solo una, ti direi di impegnarti a fondo per sviluppare le altre due, maaaaa…. ma forse sarebbe meglio se trovassi un’altra attività in cui la qualità che hai ti da un vantaggio.

Se non ne hai nessuna voglio comunque premiarti per esserti preso la briga di leggere questo articolo sino alla fine.

Più probabilmente hai scrollato sino a giù per vedere quanto era lungo l’articolo, ma va bene lo stesso.

Con tanto amore: Ask a ninja.

 

 

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