Se stai iniziando ad insegnare arti marziali è altamente probabile che ti sia trovato di fronte a questo problema: Un bel riscontro di persone che provano all’inizio che poi prosegue in un assotigliarsi continuo della classe.

Alti e bassi continui con mille scuse sicuramente valide ma che alla lunga fanno sospettare che qualcosa non vada per il verso giusto.
Strano eppure le lezioni sono le stesse di quando hai iniziato e c’era un bel seguito.
Già, appunto. Forse proprio per quello.

I motivi ovviamente possono essere tanti.
Oggi però ti spiego un errore molto comune che è tipico di chi inizia ad insegnare o a poca esperienza: Dare troppe tecniche da subito, in particolari tante varianti sulla stessa situazione.
Altamente probabile che pensando di far bene ti trovi ad averlo commesso.

Non ti preoccupare è normale.
Dedicarsi all’insegnamento vuol dire avere il desiderio di passare il meglio ai propri allievi.
Purtroppo anche nell’insegnamento il “meglio” è nemico del “bene”.
Continua a leggere, ti spiego perché.

Ti parlo come avrei parlato a me stesso 20 anni fa. Quando inizi hai grande entusiasmo (che non deve mai mancare) grandi progetti (che devono continuare ad animarti) e una voglia irrefrenabile di condividere il tuo sapere… generalmente tutto assieme ed il prima possibile.

Capita così che i tuoi allievi che stanno iniziando e non hanno certo la tua velocità di apprendimento, vengano sovraccaricati da una mole di novità che non sono affatto in grado di gestire. Non riescono a stare al passo, rimangono confusi dalle possibilità che gli offri nei confronti di uno stesso attacco e, a conti fatti, hanno la sensazione di non imparare nulla.

Intendiamoci.
A livello teorico stai facendo la cosa giusta: Stai offrendo una panoramica vasta di quelle che sono le possibilità di difesa e di attacco e come una stessa tecnica possa declinarsi in diverse variabili anche contro uno stesso attacco.

Bello, bellissimo, bene, bravo, bis.

Solo che al tuo allievo non serve. Anzi, lo danneggia.
Chi si iscrive da te vuole ottenere dei risultati, vuole terminare una lezione a avere la sensazione di aver imparato qualcosa. Più avanti, quello stesso qualcosa, vuole sapere di poterlo padroneggiare.
Il primo passaggio significa creare una base solida con poche tecniche e (quasi) nessuna variabile.

Serve a creare la struttura su cui poggiare gli altri elementi del tuo sistema, certo.
Soprattutto serva a creare la FIDUCIA che il tuo sistema può essere appreso e che tu sei in grado di insegnarlo a lui.
Prova a seguire questo protocollo per i primi mesi 3-4 sono sufficienti e giudica da solo i risultati.
Anche chi si assenta o per motivi reali lascia parlerà di te e di ciò che in segni in modo molto differente. Sarai quello da cui loro stavano imparando ma poi non hanno potuto continuare e NON quello che “… lui è bravissimo ma sai è troppo difficile…”

Questo approccio a “via unica” ti spiega il perché tanti sistemi risultano vincenti nell’attirare subito le persone anche se sono estremamente scarni.

Chiaramente non ti devi fermare qui.
Costruita la base e la fiducia nel sistema ed in te come insegnante ALLORA è davvero il momento di allargare gli orizzonti e mostrare la ricchezza di quello che puoi offrire.

Ma questa è un’altra storia.

Buona vita e buona pratica.
Massimo.

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