In questo articolo so già che mi attirerò le antipatie di molti. Si, forse anche la tua.
Non mi importa, posso dormirci sopra.
Quello su cui non posso dormire sopra è vedere tanti giovani istruttori di arti marziali e sport da combattimento agonizzare cercando di formarsi un gruppo di allievi.

Ragazzi volenterosi che si sono fatti il mazzo come allievi e che dopo il corso istruttori si ritrovano con un pugno di mosche in mano.
– Senza strumenti.
– Senza una via da seguire.
– Senza alcuna certezza sui risultati che otterranno.

Se tu che stai leggendo in questo momento rientri in questa categoria sappi che capisco benissimo cosa stai attraversando.
Lo so perché ci sono passato anche io e ci ho sbattuto ben bene il muso.
L’ho fatto, sono sopravvissuto e questi problemi ho imparato a risolverli.

Perché allora ho deciso di scrivere questo articolo?

Perché dopo 20 anni anni passati ad insegnare a seguire corsi istruttori, a costruirmi una professionalità, quando mi guardo in giro vedo ESATTAMENTE gli stessi problemi di quando ho iniziato io.

Non è cambiato un accidente.

Ci sono sempre gli stessi corsi truffa. Ma su questo non c’è nulla da fare. Dico, se ti fai abbindolare da corsi da due weekend, per avere il “pezzo di carta” ebbene , meriti di agonizzare.
Si, sono antipatico.
Si, cancella la mia amicizia da Facebook.
… e non dimenticare di dire a tutti quanto sono cattivo e presuntuoso.

… e ci sono i corsi regolari.
Ovvero quelli che, fatti con le migliori intenzioni, lasciano l’aspirante istruttore dove l’hanno trovato:
Con un bel set di tecniche in mano e senza la più pallida idea di come tirare su un corso.

Si, perché l’assurdo è questo.
Uno fa 3, 4, 5 anni come allievo e impara tutte le tecniche. Attacchi, Difese, Proiezioni, Kata, insomma il kit completo del suo sistema e poi quando fa il corso istruttori cosa succede?
GLI INSEGNANO LE STESSE TECNICHE !!!

Nei corsi più “moderni” potrai trovare accenni alla didattica (talvolta roba ferma agli anni ’60 – ’70 ) , forse elementi di primo soccorso, ma davvero poco altro.
Di quello che serve davvero nulla:

– Nulla su come andare a caccia della palestra giusta.
– Nulla sul come proporsi.
– Nulla sul come creare un gruppo di allievi iniziale.
– Nulla su come comportarsi quando viene uno nuovo a fare la lezione di prova.
– Nulla su come mantenere gli allievi in palestra.

… e ho appena scalfito la superficie.

Ed ecco che allora il novello istruttore si trova a bussare per le palestre con il cappello in mano. Spesso apre un corso ad orari assurdi, in posti assurdi, accettando chiunque e cercando di adattare la propria disciplina a tutti.

Va già bene se riesce a farsi pagare ma nulla di strano che si ritrovi a fine anno la “stecca”.
“Eh, sai abbiamo avuto delle riparazioni da fare, la palestra ha dovuto pagare l’affitto più alto, è un periodo difficile, dobbiamo darci una mano ….”
… per cui… beh, non ti paghiamo , arrivederci e grazie.

Il corso alle volte va un po’ di più. Alle volte un po’ di meno. Si gravita su quei 5-6 allievi. Poi due si ammalano e uno deve studiare e ci si ritrova in 3… in 2 … e quelli che vengono a provare si chiedono come mai il corso sia così vuoto…

Ed alla fine uno si rompe le scatole e smette.
Perché per sbattersi ed insegnare a 5 persone avendo un sacco di spese per gli aggiornamenti e non rientrando nemmeno per i soldi della benzina, alla fine è meglio insegnare gratis a chi si vuole e quando si vuole.

Ho descritto bene la situazione?
Vuoi sapere perché questo accade?

Accade perché commetti lo stesso errore di chi organizza i corsi istruttori ordinari.
Ti concentri sulla tecnica, su quello che sai fare invece che sul come proporlo.

Intendiamoci. Devi essere bravo in quello che fai. Bravo, competente e conoscerlo a fondo.
Ma questa è solo una faccia della medaglia.

L’altra riguarda tutta una serie di elementi dati per scontati:
Il set didattico su come insegnare ciò che pratichi.
Il modo di proporti alle persone che vengono a trovarti in palestra.
Come individuare le persone che sono interessate alla tua disciplina.
Come farti trovare da quelle persone che già sono interessate.
Come scegliere il luogo dove insegnerai.
Come scegliere la tua formazione in modo oculato.
Come fare un gruppo che un domani seguirà te e non la palestra o la tua federazione.

Ciò che causa il 90% dei suicidi professionali degli istruttori è questo:
Il concentrarsi su quello che sanno fare anziché il come proporlo e come insegnarlo.

Gli aspiranti istruttori di oggi come di venti anni fa vengono abbindolati con la storiella che se sai fare sai anche insegnare e proporti. Basta avere la passione.

BALLE

Un atteggiamento del genere la passione la uccide.

Sarebbe come aprire un ristorante perché ti piace cucinare.
Cucini il meglio che c’è sulla piazza ma nessuno entra nel tuo ristorante.
Perché?

– Nessuno sa che esiste.
– Chi sa che esiste è interessato ad un altro tipo di cucina perché non hai fatto un lavoro mirato di previsione di quali sono i tuoi potenziali clienti e di come contattarli.
– Chi è interessato al tuo tipo di cucina e guarda caso mette piede nel tuo ristorante poi non ci torna perché, anche se si mangia bene tu sai solo cucinare.
– Ti manca l’organizzazione.
– Il menù è incompleto o mancano metà delle cose che ci sono scritte.
– Il servizio è lento oppure impreciso.

Se è così non farai molta strada.
Peccato perché il tuo ristorante aveva delle potenzialità.
Ma non ti abbattere.
Pensa che c’è chi apre un ristorante solo per il motivo che gli piace mangiare!

Ma se sei arrivato a leggere sin qui vuol dire che hai le carte in regola per rimboccarti le maniche ed evitare di finire nel cimitero degli elefanti assieme a tanti che “ci hanno provato”.

Cerchiamo di riuscirci invece che provarci ok?

Perché basta stare attenti soprattutto ad una cosa. Stai attento a questa, rimboccati le maniche, sii paziente e inesorabile e i risultati arriveranno.
Oh, no, non è l’elisir che risolve magicamente tutto.
Dovrai sudarci sopra.
Ma tanto lo fai già no? Meglio farlo per ottenere risultati.

Ecco cosa devi fare:

Scegli accuratamente e a 360 gradi la tua formazione.
Banale? Peccato non lo faccia nessuno.
La tecnica è importante ma devi curare anche gli altri due pilastri: la didattica e il farti conoscere.
No, non hai bisogno di un altro corso su come tirare il pugno del drago.
Hai bisogno di fare in modo che quello che insegni possa capirlo l’utente medio che ti capita in palestra e hai bisogno che chi cerca la tua disciplina sappia come trovarti senza intraprendere un viaggio iniziatico.

Rivolgiti a chi ha già esperienza.
Scegli i tuoi corsi di aggiornamento “extra tecnica” controllando accuratamente il curriculum di chi tiene il corso e assicurati che questa persona faccia ciò che insegna.
A dire cosa fare siamo tutti buoni.

Tutt’altro discorso farlo e ottenere risultati.

Infine: scappa a gambe levate da chi ti offre un corso in cui il succo è “Devi essere più motivato.”
La motivazione ce l’hai quando le cose che fai funzionano.
In quel caso:
– Quando il tuo corso prende piede.
– Quando il tuo nome gira associato all’immagine di professionalità.
– Quando i tuoi allievi ti contattano per ringraziarti (anche a distanza di anni).

Bene, allora vedrai che la motivazione ti arriva in omaggio con il pacchetto completo.

Buona vita e buona pratica.

Massimo.

 

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